http://www.anti-phishing.it/contribu...013/01/07/3171

Molti ricevono proposte di lavoro consistenti in mansioni limitate a ricevere a stornare all’estero somme di denaro tramite il proprio conto corrente. Ne abbiamo parlato spesso nel nostro sito, avvertendo che aderendo a tali proposte vi è il forte rischio di restare coinvolti in un processo penale per riciclaggio. Se poi si collabora nella circolazione del denaro, il rischio di una condanna diventa quasi inevitabile.

A nulla vale la considerazione di non essere stati a conoscenza della provenienza illecita delle somme fatte transitare sul proprio conto, e le ragioni le ha spiegate diffusamente la sentenza della Corte d’Appello di Palermo del 19/10/2010 della quale qui ci occupiamo.

Chi riceve e storna somme di provenienza illecita (phishing, skimming, etc.) commette il reato previsto dall’art. 648 bis del codice penale, perché, come spiega la Corte d’Appello di Palermo, così facendo si accetta «il rischio che la propria condotta potesse ostacolare l’accertamento di quella provenienza da reato delle somme, di cui si erano rappresentati la seria possibilità».

Ma questa rappresentazione della concreta provenienza illecita del denaro ricevuto, come si dimostra? A questo quesito la sentenza in commento offre argomentazioni davvero interessanti.

Innanzitutto chiarisce che l’elemento psicologico richiesto dalla norma è il cosiddetto “dolo eventuale”, e che «ci si trova in presenza di un dolo eventuale quando chi agisce si rappresenta come seriamente possibile (non come certa) l’esistenza di presupposti della condotta ovvero il verificarsi dell’evento come conseguenza dell’azione e, pur di non rinunciare all’azione e ai vantaggi che se ne ripromette, accetta che il fatto possa verificarsi»

Chi aderisce a fantomatiche offerte di lavoro deve necessariamente prevedere che tale lavoro consista nello svolgimento di un’attività illecita. Se il lavoro consiste semplicemente nel ricevere e stornare somme di denaro, lucrando una consistente provvigione, non può ritenere di trovarsi di fronte ad una seria proposta di impiego. Pertanto, ove aderisca a tale proposta, non potrà trincerarsi dietro l’assenza di dolo nelle proprie azioni, perché il dolo, seppure nelle forme del dolo eventuale, nel caso concreto sussiste eccome.

«Orbene, con riferimento al caso in esame» motiva la Corte «risulta idoneo a manifestare la prova della consapevolezza in capo all’agente della seria e concreta possibilità di provenienza da delitto, del denaro transitato sul conto corrente e poi trasferito all’estero, ben al di là di un mero sospetto circa una tale origine, il fatto che l’attività ripagata con la provvigione non ha spiegazione e giustificazione alcuna con una reale attività di lavoro. Invero, costituisce una cognizione giuridica elementare e diffusa presso “quisque de populo” e non certo presso la ristretta cerchia degli operatori del diritto, il fatto che una provvigione postula un’attività di lavoro, o almeno di intermediazione o di procacciamento di affari. Al contrario, nel caso di specie, l’elevata provvigione offerta valeva a compensare un mero transito di denaro, indicato come l’oggetto di una transazione commerciale precedente e cui non solo “il lavoratore” era rimasto estraneo, ma che neppure aveva concorso a procurare, favorendo contatti commerciali. In definitiva non si comprende, se non con la formulazione di una ipotesi legata appunto ad una provenienza delittuosa del denaro, la ragione per la quale la (…)non potesse eseguire direttamente la rimessa all’estero della valuta, che asseriva provenire da suoi clienti, e per quale dovesse far transitare il denaro da un conto riferibile a soggetto del tutto estraneo alla sua compagine sociale o al suo gruppo di dipendenti.

In tale contesto, quindi, la prospettiva della lauta remunerazione per una attività che non ha alcuna valenza né di lavoro, né di sforzo imprenditoriale, funge da mera motivazione economica all’accettazione del rischio di commettere un reato».

Insomma, utenti avvisati. I rischi legati all’adesione a false offerte di lavoro sono davvero concreti a causa dell’ormai concreta rilevanza penale di tale condotta.

http://www.scribd.com/doc/119350542/...o-Palermo-2010

Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it