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Discussione: dichiarazione dei redditi 2021

  1. #1
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    dichiarazione dei redditi 2021

    Ciao a tutti

    In questi giorni mi sono posto l interrogativo dei soldi guadagnati online se vanno dichiarati , l anno scorso il guadagno era stato molto modesto e non ci ho proprio pensato, ma quest anno le cifre sono diverse e non ho idea di cosa bisogna fare, immaggino che i soldi ricevuti tramite paypal vanno in qualche modo dichiarati , sui buoni amazon e ricariche telefoniche non credo oforse vanno dichiarati. Come si procede ? cosa bisogna fare? chiedo a tutti voi che avete esperienza a riguardo.

  2. #2
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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Blu74 Visualizza Messaggio
    Ciao a tutti

    In questi giorni mi sono posto l interrogativo dei soldi guadagnati online se vanno dichiarati , l anno scorso il guadagno era stato molto modesto e non ci ho proprio pensato, ma quest anno le cifre sono diverse e non ho idea di cosa bisogna fare, immaggino che i soldi ricevuti tramite paypal vanno in qualche modo dichiarati , sui buoni amazon e ricariche telefoniche non credo oforse vanno dichiarati. Come si procede ? cosa bisogna fare? chiedo a tutti voi che avete esperienza a riguardo.
    L'anno scorso, modesto quanto? Lungi da me il volermi fare i fatti tuoi, ma per la preoccupazione che avessi non sia mai raggiunto il minimo tributabile. Se hai un lavoro offline per cui fai già la dichiarazione dei redditi, quel che guadagni online va inserito nella voce altri redditi o redditi diversi che sia. Per non dichiarare nulla di quanto si guadagna online, quantomeno per voi in Italia, non dovete superare la cifra di 4800 euro annui (almeno fino all'anno scorso erano 4800, non so se ora hanno cambiato la cifra: sto googlando, ma non ho ancora trovato notizie fresche) e questi guadagni devono pure rientrare nella prestazione occasionale. No affiliazioni per carità, perchè per quelle il fisco italiano, quantomeno secondo l'orientamento commercialistico che mi pare maggioritario, vorrebbe che si aprisse p. IVA pure se non si guadagna niente (per evitare la p. IVA bisogna lasciare i guadagni parcheggiati nella piattaforma senza prelevarli per poi decidersi all'IVA soltanto una volta che diventano consistenti).
    Purtroppo il diritto tributario è alquanto lacunoso riguardo la materia del telelavoro (e la colpa sarebbe della cultura italiana che almeno fino al coronavirus non contemplava il telelavoro come lavoro vero), anche se ora come ora molto meno lacunoso che anni addietro. Oltre al fatto di essere un ginepraio. La cosa migliore da fare è rivolgersi a un commercialista esperto di telelavoro (quello di mia mamma lo era e a suo tempo mi aveva orientato in maniera impeccabile). Nella discussione sul punto segnalata da Doko avevo fornito svariate risposte sul punto, ma tieni conto che risale al 2019. Purtroppo davanti alle incertezze sul punto telelavoro/fisco, dal commercialista esperto non si può prescindere (spero la consulenza sia ancora gratuita come lo era prima che me ne andassi).
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  4. #4
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    nel 2019 tramite paypal avevo incassato qualche centinaio di euro, nel 2020 credo vado oltre le 2000 ma non ho mai superato le 500 euro sul conto perchè li spostavo sulle carte o facevo acquisti, quindi vanno dichiarati come altri redditi ma non si devono mettere delle somme se ho capito bene ? alla fine da paypal si può estarre il sommario dell anno con tutte le operazioni dal 1 gennaio al 31 dicembre dettagliate e sintetiche, ma per esempio non c è tipo il calcolo di una giacenza media.

    ma una cosa non l ho capita , la dichiarazione va fatta se si superano i 5000 mila euro dichiarati da stipendi ecc.... ma i soldi di paypa non vanno a fare cumulo per arrivare a 5000 euro


  5. #5
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    Guarda, fino a dove ne so, se hai giá un lavoro (fosse dipendente, fosse autonomo, fosse impresa), i proventi delle attivitá online vanno dichiarati nell'apposita voce tipo attivitá secondaria, altro o qualunque sia l'apposita di quest'anno. Ma vanno dichiarati e non se ne scappa, onde evitare sedere a capanna da parte del fisco.
    Se poi la tua attivitá online é l'unica che hai, se hai guadagnato fino a 4800 (o altra cifra che quest'anno puó esser cambiata), rientri nei casi di esonero di dichiarazione a meno che la tua attivitá sia abituale e non occasionale e fuori dei casi di obbligo apertura p. IVA.
    Quanto a paypal, l'ultima volta che avevo guardato mi pare riportasse l'obbligo della giacenza media davvero. E fanno cumulo, che anche quelli sono soldi.
    Quanto alle modalitá, ci va il commercialista. Le mie conoscenze in materia non vanno oltre il punto di vista legale, ma spero averti aiutato.
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  6. #6
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    Se hai superato i 4.800 € di compensi, devi presentare la dichiarazione dei redditi.
    Puoi rivolgerti ad un commercialista o, se non vuoi spendere troppo, puoi scegliere uno dei vari servizi di assistenza fiscale online.
    Personalmente ti consiglio questo: https://www.fiscozen.it/blog/commercialista-online/

    Ti ricordo, per altro, che se svolgi questa attività in maniera continuativa, devi aprire obbligatoriamente la P. IVA. Non si scappa!

  7. #7
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    Certo che però aprire una partita IVA che costa un botto (per i primi 5 anni no, perché si puó scegliere il regime forfettario,ma in seguito sono 4000 euro, fuori onorari commercialista -un mio amico commerciante mi ha passato l'info-), se l'attività online consiste magari solo in postare nei forum, usare app paganti e rispondere a sondaggi (anzi, per queste due ultime attività neppure esiste un codice ATECO), tirando su 50 euro mensili al massimo (ma pure fossero 300, le spese di una partita IVA ordinaria non si copriranno mai, anzi si va sotto), ha del grottesco. Si, lo so, il legislatore italiano non ha previsto tutele per il povero tapino che non riuscendo a trovare uno straccio di lavoro offline e magari non ha neppure skill idonei per diventare un vero freelancer, ricercato e ben pagato (quello si che può permettersi l'IVA), è costretto ai microtask online. In tutta coscienza, come si fa a pretendere il pagamento di 4000 euro piú commercialista quando non è affatto possibile tirar su più di 300 euro al mese (e mi sto pure allargando, dato che in alcuni casi più di 5 euro non di fanno)? Però tant'é. In ogni caso, qualora si tratti di familiare a carico, per es. lo studente a carico dei genitori, ci sono limiti entro i quali si puó lavorare online senza partita IVA (poco più di 2000 euro all'anno se sopra i 24 anni di età e poco più di 4000 se sotto). Se poi i task online sono del tutto secondari a un'attività lavorativa dipendente, in questo caso passano facilmente per attività occasionale perchè svolti saltuariamente, quando il lavoro dipendente lo permette. Spesso si dichiareranno come altri redditi o altro. Se poi si é già titolari di partita IVA, perchè comunque in proprio, non é necessario aprirne una seconda (forse va fatta qualche aggiunta o modifica per quanto riguarda il codice ATECO, ma non sono sicura).

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