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Discussione: Un po' di salute....

  1. #1
    Senior Member L'avatar di coloboma
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    Un po' di salute....

    Apro questa discussione per sopportare e supportare un periodo particolare che tutti in un modo o nell' altro stiamo vivendo. Mi rammarico nel constatare che però a seconda di come la si pensi non si dia il giusto valore o meglio nome alle cose o almeno il giusto discernimento parlando con adeguata prudenza e se non si ha la conoscenza adeguata parlando almeno con rispetto.
    Dico solo questo, un male può fare più o meno male a vari livelli perché siamo tutti diversi e più o meno suscettibili ,ma vivendo tutti insieme è giusto contenerlo questo male anche se per noi è minimo come una banalità ,ma per un altro a noi vicino potrebbe essere fatale .solo questo .
    A Judge Dredd piace questo messaggio.

  2. #2
    Senior Member L'avatar di coloboma
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    Scrivo alcune piccole osservazioni con l intento di schiarirmi le idee..chissà, magari risultano pure utili...

    Il carattere stagionale dell influenza non la porta alla pari del covid19 ,anche se in una fase iniziale e grazie al cielo in un 80% dei casi i sintomi potrebbero sembrare sovrapponibili..soprattutto febbre,tosse prevalentemente secca ,stanchezza,cefalea..però nell influenza questi sintomi coincidono con la viremia, nel covid19 possono invece essere successivi e quando in casi di maggior interessamento polmonare si cerca di usare degli antivirali questi potrebbero non servire più perché funzionano solo durante la viremia..Cosi nel restante 20% (che potrebbero essere persone con presenza di precedenti malattie croniche che creano già di base uno stato di sofferenza di organi o apparati,come diabete o malattie polmonari,oppure persone senza nessuna malattia ma con un sistema immunitario molto suscettibile alla risposta al covid..)si verifica una risposta squilibrata del sistema immunitario con paradossale produzione di cellule infiammatorie che danneggiano oltremodo l azione del virus e che richiedono stranamente l intervento di una terapia immunosoppressiva anticorpale più tipica di malattie reumatiche o da immunodeficienza ben più serie.Si innesca anche una alterazione della coagulazione con aumento di fenomeni trombotici per cui è necessario l uso di eparina anticoagulante ...Agli esami così di laboratorio si associano pure quelli strumentali,non spicca molto l rx perché non è facile in questa distinguere tra una polmonite interstiziale da covid e un altra forma di polmonite interstiziale(lungo le pareti dei polmoni e non dentro il tessuto per dirla in breve)ma consente di capire l estensione del processo e scegliere tra un paziente più compromesso da mandare in terapia intensiva rispetto ad un altro.Aiuta invece molto la tac accompagnata da sistemi computerizzati di intelligenza artificiale che individuano il vero pz con polmonite da covid19. Purtroppo la polmonite peggiora in pochi giorni quindi il tempo è importante. Infine di questi un 30%si salvano,un 30% circa muoiono e un 30% ha ancora bisogno di terapia perché dura più del dovuto....
    Dopo essermi raccontata tutte queste cose e aver condiviso...mi faccio una domanda...possiamo continuare ad essere insensibili verso quel 20%rinnegando addirittura l elevata contagiosità di questo virus e le misure di contenimento?Senza considerare che si stanno ora studiando gli effetti a lungo termine che lascia su chi lo ha contratto e molto probabilmente anche sugli asintomatici ?
    Mi sono data una risposta,penso che a volte basta davvero poco,una giusta informazione quanto più possibile omogenea e coerente per spianare il picco della campana dei contagi e non ammalarsi anche di Infodemia ...

  3. #3
    Senior Member L'avatar di coloboma
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    Interessante scoperta di oggi:

    (ANSA) - ROMA, 01 SET - Lo smartwatch può essere uno strumento utile per aiutare il medico a eseguire una diagnosi tempestiva di infarto, migliorando le possibilità di sopravvivenza. Mettendolo in 9 posizioni sul torace può riconoscere l'attacco cardiaco con una sensibilità simile a quella dell'elettrocardiogramma (Ecg). Lo dimostra una sperimentazione italiana i cui dati, pubblicati sulla rivista Jama Cardiology, sono stati presentati oggi al congresso dell'European Society of Cardiology.
    Un Ecg tempestivo è fondamentale per la diagnosi di infarto, ma "non sempre è prontamente disponibile in caso di sintomi sospetti; gli smartwatch, invece, sono al polso di un numero sempre più elevato di persone", spiega Carmen Spaccarotella del Centro di Ricerche in Malattie Cardiovascolari dell'Università Magna Graecia di Catanzaro, coordinatrice della ricerca. "Gli smartwatch sono programmati per effettuare una sola derivazione elettrocardiografica e consentono di esplorare l'attività elettrica di una parte soltanto del cuore. Il nostro studio ha dimostrato che è possibile spostare l'orologio in diverse posizioni del corpo, effettuando così una misurazione a 9 derivazioni analoga a quella di un Ecg". Per l'indagine sono stati analizzati 100 soggetti, di cui l'80% con sintomi di infarto e il 20% di controllo; per tutti sono state effettuate le registrazioni con l'Apple Watch e, in contemporanea, un Ecg.
    I risultati mostrano che con l'Apple watch la diagnosi corretta è stata del 94%, in pratica la stessa affidabilità dell'esame standard. La possibilità di individuare un attacco cardiaco in corso con rapidità può essere di grande aiuto,sottolinea Ciro Indolfi, presidente della Società Italiana di Cardiologia e autore senior della ricerca: "in caso di infarto, la tempestività è decisiva. Negli ultimi anni grazie all'angioplastica, la mortalità per infarto si è ridotta del 50%, a patto che la procedura venga effettuata entro 90-120 minuti dalla diagnosi. Gli smartwatch potrebbero essere d'aiuto per accorciare ulteriormente i tempi e salvare un maggior numero di vite". (ANSA).

    - - - Aggiornato - - - mrg2020

    E anche questa di pochi gg fa sembra interessante:
    (ANSA) - ROMA, 24 AGO - E' simile al test del palloncino che si fa per misurare la quantità di alcol bevuto il nuovo esame che permette di rilevare l'infezione da coronavirus SarsCov2 dal fiato e che potrebbe sostituire il fastidioso tampone naso-faringeo. Il prototipo, descritto sulla rivista Acs Nano, è stato realizzato dal gruppo guidato da Hossaim Haick, dell'Istituto di tecnologia israeliano Technion. L'attuale tampone si basa su un metodo di analisi di laboratorio molto lungo. Con questo nuovo prototipo viene analizzata l'aria espirata dalla persona attraverso un sensore fatto con nanomateriali. Già precedenti studi avevano mostrato che i virus e le cellule infettate producono dei composti organici volatili (voc), che vengono buttati fuori durante la respirazione. In questo caso i ricercatori hanno disposto in fila delle nanoparticelle d'oro, collegandole a delle molecole sensibili ai composti volatili: quando questi interagivano con le molecole su una nanoparticella, cambiava la resistenza elettrica. Hanno inoltre programmato il sensore a rilevare il virus del Covid-19 usando l'apprendimento automatico, e poi confrontato i segnali di resistenza ottenuti dal respiro di 49 pazienti con Covid-19 confermato, 58 persone sane e 33 con infezione polmonare non da Covid di Wuhan. Ogni partecipante doveva soffiare dentro l'apparecchio per 2-3 secondi da una distanza di 1-2 centimetri.
    Una volta che la macchina ha imparato a identificare la 'firma' del coronavirus, i ricercatori hanno testato l'accuratezza dell'apparecchio su un sottogruppo di volontari, ottenendo un risultato del 76% nel distinguere i casi di Covid-19 da quelli sani e del 95% rispetto all'infezione polmonare. Anche se servono ulteriori test su più pazienti, secondo i ricercatori questo metodo potrebbe essere utile per fare un primo screening su una vasta popolazione per capire chi necessita ulteriori approfondimenti. (ANSA).
    Ultima modifica di coloboma; 01-09-2020 alle 16:43

  4. #4
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    Studi sugli alpaca.....

    Trovati dei nanoanticorpi in grado di bloccare l'infezione da SarsCov2 e impedire al virus di entrare nelle cellule umane. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Communications dai ricercatori dell'Istituto Karolinska di Stoccolma, apre la via a nuovi possibili farmaci antivirali contro la Covid-19.

    I nanoanticorpi sono dei frammenti di anticorpi che si formano naturalmente nei camelidi (cioè la famiglia di cammelli e lama) e in alcuni tipi di pesci cartilaginei come gli squali, che possono essere adattati all'uomo. La ricerca di uno di questi, efficace in funzione anti-Covid, è iniziata a febbraio, quando in un alpaca è stata iniettata la proteina Spike, usata dal coronavirus per entrare nelle cellule umane. Dopo 60 giorni, i campioni di sangue dell'animale hanno mostrato una forte risposta immunitaria contro questa proteina. Così i ricercatori, guidati da Gerald McInerney, hanno clonato, arricchito e analizzato le sequenze dei nanoanticorpi delle cellule B dell'alpaca (un particolare tipo di globuli bianchi), identificandone uno - Ty1 - che sembra neutralizzare in modo efficace il virus. "I nostri risultati mostrano che Ty1 si lega in modo potente alla proteina S e può neutralizzare il virus SarsCov2, concentrandosi solo su questo bersaglio - spiega Ben Murrell, uno dei ricercatori - Stiamo ora iniziando gli studi preclinici sugli animali per analizzare la sua attività neutralizzante e il suo potenziale terapeutico in vivo".

  5. #5
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    Lavoratore fragile...

    (ANSA) - ROMA, 05 SET - Il solo parametro dell'età non costituisce elemento sufficiente per definire uno stato di fragilità: "la maggiore fragilità nelle fasce di età più elevate della popolazione va intesa congiuntamente alla presenta di comorbilità" (ovvero alla coesistenza di più patologie) "che possono integrare una condizione di maggiore rischio". E' quanto si legge in una circolare dei ministeri della Salute, del Lavoro e delle Politiche sociali che contiene aggiornamenti e chiarimenti in particolare riguardo ai lavoratori 'fragili'.
    (ANSA).

    Anief – La circolare interministeriale n 13/2020 ha delineato il percorso che i lavoratori “fragili” devono seguire per chiedere l’attivazione della sorveglianza sanitaria speciale. Dopo la visita potranno così essere destinati a svolgere le proprie mansioni in modalità agile oppure potranno essere dichiarati temporaneamente inidonei. Il modello può essere richiesto da tutti scrivendo a lavoratori.fragili@anief.net o contattando la sede ANIEF più vicina.

    A pochi giorni dall’inizio delle lezioni prende finalmente forma il percorso che le lavoratrici e i lavoratori cosiddetti “fragili” devono seguire per la tutela dalla propria salute. Già il decreto legge 34/2020 (art. 83) aveva disposto l’attivazione della “sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da co-morbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità”.

    Sono da considerarsi potenzialmente “fragili” i lavoratori che presentano uno stato di salute tale da configurare un rischio maggiore in caso di contatto con il nuovo coronavirus; le statistiche mediche, infatti, rilevano un decorso dell’infezione più complicato per chi si ammala di COVID-19 e ha un’età anagrafica superiore a 55 anni unitamente a una o più patologie pregresse.

    In particolare, le maggiori criticità sono state rilevate in chi presenta uno stato di salute alterato dalla presenza di malattie cronico-degenerative a carico dell’apparato cardiovascolare, respiratorio, renale e di malattie dismetaboliche.

    Con la pubblicazione della circolare interministeriale n. 13 del 4 settembre 2020 è stato delineato il percorso che ogni lavoratore deve seguire perché gli sia riconosciuto lo status di “fragile”. La circolare ha stabilito, infatti, che è solo in seguito a visita medica, da richiedere al datore di lavoro (nel caso del personale docente e ata, quindi, al dirigente scolastico) che questo può avvenire.
    Sulla base degli esiti della visita, il medico potrà stabilire quali siano le soluzioni maggiormente cautelative per la salute del lavoratore, che potrebbe – nei casi non altrimenti risolvibili – anche essere dichiarato temporaneamente inidoneo al lavoro.

    ANIEF ha predisposto un modello per segnalare la propria condizione di lavoratore fragile e chiedere, al dirigente scolastico, di effettuare la visita presso il medico competente o altra struttura a tal fine individuata.

    “Abbiamo elaborato il modello – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF – per consentire alle lavoratrici e ai lavoratori della scuola a rischio di segnalare la propria condizione e chiedere, al dirigente scolastico, di effettuare la visita presso il medico competente o altra struttura a tal fine individuata. La sicurezza e la salute di docenti e Ata deve essere la priorità”.

    Per richiedere il modello è possibile inviare una e-mail all’indirizzo lavoratori.fragili@anief.net o contattare la sede territoriale ANIEF più vicina.
    Ultima modifica di coloboma; 07-09-2020 alle 03:49

  6. #6
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    Per riaprire la scuola in sicurezza bisogna trasformarla in una 'fortezza' anti-Covid, con tre livelli di difesa simili a tre cerchia di mura invisibili ma invalicabili per il coronavirus:

    una all'esterno, tra la scuola e la comunita' ,

    una tra le classi dell'istituto

    e una all'interno delle stesse aule.



    1) La prima regola e' quella di ridurre per quanto possibile l'ingresso del virus a scuola, con un attento monitoraggio dei sintomi.

    "Non si puo' fare una diagnosi differenziale fai-da-te basandosi solo sui sintomi: per questo i laboratori si stanno attrezzando per fare tamponi con un ampio pannello diagnostico, in modo che con un solo test si possa distinguere il virus SarsCov2 dagli altri coronavirus e dai virus influenzali e respiratori di stagione", afferma Francesco Broccolo, microbiologo clinico dell'Universita' di Milano-Bicocca.

    "In linea di massima possiamo escludere Covid-19 se si ha la tosse grassa, oppure se si ha una congiuntivite di tipo catarrale, col classico occhio impastato: questi problemi sono solitamente di origine batterica", precisa l'esperto. Se e' presente un rash cutaneo con macchioline "e' piu' probabile che si tratti di una malattia esantematica", mentre una gastroenterite senza febbre "e' poco probabile che sia Covid, anche se il bambino va comunque tenuto a casa". Il sintomo piu' enigmatico resta il raffreddore, che nel 30% dei casi e' causato dai coronavirus: "e' impossibile distinguere la causa senza un tampone, per questo auspico che vengano fatti test rapidi agli studenti che all'entrata a scuola dovessero presentare il sintomo", aggiunge Broccolo.

    Non bisogna poi dimenticare che la maggior parte dei giovani colpiti da SarsCov2 e' del tutto asintomatica. Per questo "lo strumento piu' efficace per minimizzare il rischio e' limitare la didattica in presenza solo a quando i contagi nella comunita' locale sono sotto controllo", scrivono gli esperti su Science.

    2)Per evitare che l'infezione non ancora diagnosticata si trasmetta ai compagni, sono d'obbligo le mascherine, il distanziamento e l'igiene delle superfici e delle mani. Le aule vanno arieggiate e possibilmente occupate per periodi di tempo piu' limitati. Meglio poi evitare attivita' come il canto e gli sport di contatto che prevedono un aumento della respirazione.

    3) per evitare che pochi casi si trasformino in un focolaio, imponendo la chiusura dell'intero istituto, bisogna limitare i contatti fra le classi. "Grandi focolai nelle scuole possono essere ridotti al minimo limitando la trasmissione secondaria al minor numero di persone", scrivono gli esperti. "Gruppi di persone che restano relativamente isolati fra loro possono ridurre i contatti e facilitare il tracciamento in caso di contagio. L'identificazione precoce delle persone infette attraverso il monitoraggio dei sintomi e i test diagnostici puo' limitare le misure di quarantena ai gruppi colpiti senza dover chiudere l'intera scuola".
    Fonte Science.( Ansa)

  7. #7
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    Le sperimentazioni per testare il vaccino anti COVID-19 sono iniziate e in Italia si possono guadagnare 700 euro per provarlo. Si tratta dell’indennità prevista per chi sceglie di testare sulla propria pelle le prime dosi sperimentali dell’atteso vaccino.
    Attenzione a non lasciarsi però ingannare dalla possibilità di ricevere 700 euro in cambio di una semplice iniezione. Si tratta infatti di una sperimentazione che, come prevede la prassi, prevede alcuni rischi tra cui quello di contrarre volontariamente la malattia.

    L’indennità di 700 euro viene data ai partecipanti alla sperimentazione sul vaccino per prevenire il coronavirus proprio come forma di tutela in caso di complicanze.

    La sperimentazione è iniziata dall’Istituto Spallanzani di Roma, e attualmente il tetto massimo disponibile per questa prima fase è stato già ampiamente raggiunto (con 90 volontari che hanno già avviato le pratiche per testare le prime dosi del vaccino)

    I requisiti dello Spallanzani per i candidati sono chiari: vengono accettati solo volontari sani, ambosessi e di età compresa tra i 18 e i 55 anni oppure tra i 65 e gli 85 anni, iscritti al servizio sanitario nazionale. Il candidato deve inoltre dichiarare di non aver partecipato ad altri studi clinici nell’ultimo anno e non deve aver già contratto il virus. La sperimentazione comprende diversi controlli periodici e una durata totale di 7 mesi.

    Test vaccino COVID-19 in Italia: dove è possibile candidarsi
    Attualmente quindi la sperimentazione è al completo ma altre si stanno preparando in altri poli di ricerca italiani.

    Altri test sono stati già avviati, con le medesime modalità e indennità, presso gli ospedali di Piacenza e Cremona e al Centro Ricerche Cliniche di Verona.

    La collaborazione tra gli enti ospedalieri e i centri di ricerca italiani nasce da due società (ReiThera e Takis) che dovrebbero portare ad avere 2 vaccini di diversa tipologia. Attualmente si sta testando il GRAd-CoV2 della ReiThera, ovvero il vaccino rivolto al ceppo del virus che crea una sindrome respiratoria più grave e che fino a oggi si è dimostrato sostenibile nel corso della sperimentazione animale.

    Siamo nella cosiddetta Fase 1 della sperimentazione, come sottolineato da ReiThera, che valuterà la sicurezza e la risposta immunologica dei candidati in questa prima fase con l’obiettivo di passare entro fine anno alla fase 2 e 3 della sperimentazione.
    Ultima modifica di coloboma; 10-09-2020 alle 03:09

  8. #8
    Member L'avatar di Judge Dredd
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    Purtroppo, fino a quando non sarà sviluppato un vaccino valido e con pochi effetti collaterali e/o avremo a sviluppato resistenze specifiche, come natura insegna, non rimane che mantenere un comportamento adeguato, già il solo lavare le mani più spesso e bene, cioè non quei 3 secondi che facciamo di solito, sarebbe una gran cosa.

    Per intanto all'estero le cose vanno peggio che in Italia, ad esempio Israele va DI NUOVO il lockdown, checché ne dicano i negazionisti ignoranti e terrapiattisti.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/202...mponi/5928064/
    A coloboma piace questo messaggio.
    Emotions. There oughta be a law against them.
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  9. #9
    Senior Member L'avatar di coloboma
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    Citazione Originariamente Scritto da Judge Dredd Visualizza Messaggio
    Purtroppo, fino a quando non sarà sviluppato un vaccino valido e con pochi effetti collaterali e/o avremo a sviluppato resistenze specifiche, come natura insegna, non rimane che mantenere un comportamento adeguato, già il solo lavare le mani più spesso e bene, cioè non quei 3 secondi che facciamo di solito, sarebbe una gran cosa.

    Per intanto all'estero le cose vanno peggio che in Italia, ad esempio Israele va DI NUOVO il lockdown, checché ne dicano i negazionisti ignoranti e terrapiattisti.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/202...mponi/5928064/
    Grazie infinite per questa notizia,hai perfettamente ragione .Dobbiamo realmente ora come allora non abbassare la guardia ma usare mascherina in ambienti affollati ,lavare mani sempre e tenere distanze di sicurezza.

  10. #10
    loc
    loc è offline
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    Cercano di metterci gli uni contro gli altri anzi ci sono riusciti. Perché non si può negare che nell aria ci sia qualcosa che uccide ma appena si esternano dei dubbi subito il pollaio apostrofa con "gomblotto" .
    Ma quanto vale oggi la nostra libertà?
    personalmente ho buttato la TV sette anni fa e quando vedo le peesone incollate a quel piccolo schermo mi rendo conto che la situazione è ancora piu grave. Oggi è un virus domani sarà ad esempio la mancanza di acqua potabile e poi ancora ed ancora. Non finiranno piu le emergenze e finche i media riusciranno a tenere buona la massa critica ne vedremo di cose cattive

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