Per "Shoah" comunemente si intende la morte di quasi 6 milioni di Ebrei, uccisi tra il 1939 e il 1945. Un'interpretazione più ampia di Olocausto include anche soldati sovietici morti nei lager (tra i 2 e i 3 milioni), i polacchi (quasi 2 milioni), gli zingari (90.000-220-000), i disabili (150.000), i testimoni di Geova (2.000) e gli omosessuali - il cui dato certo non è noto.

In principio furono dicerie: fumosi proclami in nome di una presunta superiorità della razza ariana. Poi, con l'ascesa di Hitler al potere (1933), gli slogan lasciarono posto a leggi discriminatorie.

Così, in un crescendo, si arrivò ai ghetti, ai primi massacri e alla pianificazione della famigerata soluzione finale: il progetto che istituiva i campi di sterminio, luoghi deputati alla morte seriale di milioni di ebrei, le principali vittime della Shoah - anche se un'interpretazione più ampia di Olocausto contempla anche altre vittime: Rom, Sinti, comunisti, testimoni di Geova, gay e disabili.

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