Esponi i tuoi banner sul forum
Pagina 50 di 50 PrimaPrima ... 40454647484950
Risultati da 491 a 495 di 495
Like Tree1Likes

Discussione: Supporto Broker Exness

  1. #491
    Member L'avatar di PartnerExness
    Data Registrazione
    Aug 2014
    Località
    UK / Toscana
    Messaggi
    505
    vCash
    500
    Points
    1,063.00
    Banca
    0.00
    Total Points
    1,063.00
    Dona

    Il Mercato con più Liquidità al Mondo

    Il Mercato con più Liquidità al Mondo, ecco cos'è il Forex.

    Il FOREX (Foreign Exchange Market) è il mercato in cui si scambiano le valute di tutto il mondo attraverso un tasso di cambio, cioè il meccanismo che permette di conoscere il valore di una valuta rispetto ad un’altra.

    Il Forex coinvolge ogni giorno milioni di investitori di tutto il mondo: dalle banche alle aziende fino ai piccoli risparmiatori. Infatti, qualsiasi transazione economica effettuata da operatori di nazionalità diversa deve necessariamente passare attraverso l’acquisto e la vendita di una valuta. Ad esempio, se un cittadino europeo avrà intenzione di acquistare un prodotto americano dovrà vendere euro e contestualmente acquistare dollari americani per pagarlo.

    La capacità del Forex di attirare capitali è la sua facile reperibilità, che lo rende il mercato più liquido al mondo, molto più di tutti i mercati azionari americani messi insieme! Infatti, il turnover giornaliero si aggira supera i 4.000 miliardi di dollari, anche se le transazioni aumentano ogni giorno di più. C’è però da dire e da ricordare sempre che di questa incredibile mole di volumi, il 90% ha mera natura speculativa.

    Il Forex è essenzialmente un mercato over-the-counter, cioè non localizzabile con precisione in una determinata piazza finanziaria. Non esiste un mercato regolamentato o una cassa di compensazione (clearing house): le transazioni avvengono direttamente tra due controparti, che sono banche e broker. Questa caratteristica del Forex fa sì che non ci siano prezzi ufficiali.

    Tuttavia, tutti possono conoscere l’andamento di un tasso di cambio in ogni istante in quanto le transazioni vengono registrate e comunicate a tutto il mondo grazie ai principali circuiti informativi internazionali, come Reuters e Bloomberg. Sul mercato OTC vengono negoziati lo spot (cioè il cash), i forward (tassi di cambio a termine), gli swap e le opzioni. E’ un mercato dominato dalle grandi banche d’affari, che negoziano per conto proprio o per conto della propria clientela: parliamo di banche del calibro di Deutsche Bank, UBS, Barclays Capital, Royal Bank of Scotland e Citigroup, tanto per citare le principali banche che muovono capitali su questo mercato. Accanto al mercato OTC esiste poi una sorta di mercato parallelo, cioè quello regolamentato, in cui vengono negoziati i futures e le opzioni sulle valute. In questo caso c’è il filtro del mercato attraverso una clearing house, che si occuperà del rispetto degli obblighi contrattuali. Le quotazioni sono ufficiali e non possono differire tra un broker e un altro, come sull’OTC. Inoltre, i contratti sono standardizzati.

    Oltre alle banche e i broker-dealer, troviamo altri operatori che sul Forex possono avere interessi che vanno dall’hedging alla speculazione, ma anche obiettivi di natura macroeconomica: banche centrali, aziende, investitori, speculatori.
    -Le banche centrali hanno il compito di garantire la stabilità di un tasso di cambio allo scopo di limitarne la volatilità, ma anche per perseguire obiettivi specifici di politica monetaria. Ad esempio, nel caso del terremoto in Giappone dell’11 marzo 2011, pochi giorni dopo il sisma, la Bank of Japan (cioè la Banca Centrale giapponese) ha organizzato un intervento a mercati aperti – insieme alle altre principali banche mondiali – per evitare un eccessivo rafforzamento dello yen a seguito di un veloce rimpatrio di capitali da parte di aziende e compagnie assicurative. L’azione concertata delle varie banche centrali, nell’ordine di centinaia e centinaia di miliardi di dollari, ha spinto lo yen al ribasso e convinto gli investitori a vendere la valuta nipponica sulle aspettative di nuovi interventi a mercati aperti. Non sempre, però, un intervento di una banca centrale può essere fruttuoso in relazione ai propri obiettivi. E’ il caso della Swiss National Bank, cioè la Banca Centrale svizzera, che nel corso del 2009 e del 2010 ha tentato più volte di arrestare la formidabile corsa del franco svizzero contro le principali valute mondiali ma senza successo. Alla fine la SNB ha pagato un conto molto salato: decine di miliardi di franchi svizzeri da iscrivere a bilancio tra le perdite di esercizio.
    -Le imprese multinazionali, etichettate sul Forex anche come “commercials”, sono per natura soggette a transazioni in valuta estera. Queste aziende perseguono obiettivi di copertura (hedging) allo scopo di bloccare un prezzo conveniente per le prossime settimane o mesi e per avere un flusso di capitale facilmente stimabile nei processi di previsione aziendale. L’obiettivo, dunque, è eliminare il rischio di cambio.
    -Gli investitori sono coloro che fanno richiesta di valuta estera per acquistare titoli stranieri o per effettuare investimenti diretti all’estero (di solito in aziende). Esiste, poi, una categoria di investitori più sofisticata che persegue esclusivamente obiettivi di profitto di breve-medio periodo attraverso operazioni speculative sui tassi di cambio. Si tratta dei cosiddetti large traders, cioè tutti gli investitori istituzionali che gestiscono masse di centinaia di miliardi di dollari per scopi speculativi come gli hedge funds e i proprietary traders. Infine, sempre tra gli investitori, troviamo i piccoli risparmiatori inquadrati come gli small speculators. Si tratta del cosiddetto “parco buoi”, cioè i trader privati che dispongono di poche migliaia (a volte solo centinaia) di euro, quasi sempre in netta difficoltà nella competizione sul mercato con i trader altamente capitalizzati. D’altronde, le statistiche parlano chiaro: il 90% dei piccoli trader perde denaro.

    Allora come facciamo guadagnare? Attraverso una formazione di qualità anche autodidattica (per dotarsi di una buona tecnica), senso tattico nell'impostazione delle strategie, disciplina nella gestione del rischio e tanta pazienza durante i fisiologici momenti negativi.


    Solo due mesi dopo aver registrato il più alto volume di trading nella storia del Gruppo, lo scorso marzo EXNESS ha segnato un nuovo record. La cifra di 313,7 miliardi di dollari raggiunta rappresenta per EXNESS il volume di trading più elevato di sempre, nonché un altro risultato importante per il 2017.
    "La costante crescita del nostro volume di trading dimostra ancora una volta la nostra posizione di leadership nel settore forex come broker che gode della fiducia di migliaia di trader in tutto il mondo", ha dichiarato David Moyes, CSO di Exness.
    L'aumento regolare del nostro volume di trading nei primi mesi del 2017, il raggiungimento di circa 50.000 clienti attivi totali e il superamento della soglia dei 300 miliardi di dollari è un vero trampolino di lancio verso l'obiettivo di diventare uno dei più grandi broker forex del mondo.


    - - - Aggiornato - - - 19ago17

    Ciao Marco,
    Scusa il ritardo nell a risposta.

    Exness è un Market Maker, ma fornisce anche conti ECN.
    http://bit.ly/ExnessDettConti
    https://www.exness.com/intl/it/execution/ecn-interbank/

    Citazione Originariamente Scritto da Marco1981 Visualizza Messaggio
    Questo broker è market maker o ECN?
    Ultima modifica di PartnerExness; 19-08-2017 alle 15:14
    Supporto in Italiano per EXNESS - Regol. Europea (CySEC, Cipro) Licenza 178/12
    Startup Crowdfunding SKYWAY - IL Futuro dei Trasporti!

  2. #492
    Member L'avatar di PartnerExness
    Data Registrazione
    Aug 2014
    Località
    UK / Toscana
    Messaggi
    505
    vCash
    500
    Points
    1,063.00
    Banca
    0.00
    Total Points
    1,063.00
    Dona

    Un po' di storia

    Com’è Nato il Forex Trading

    Il Forex Trading è oggi uno dei mercati più frequentati.
    Lo scambio di valute genera volumi impressionanti, un dato per tutti: ogni giorno vengono scambiati circa 3.000 miliardi di dollari, una cifra superiore (e di molto per nostra fortuna) all'intero debito pubblico italiano.

    Il mercato è attualmente florido, in grado di attirare nuovi investitori a un ritmo sostenuto. Tuttavia, il Forex Trading ha alle spalle una storia travagliata.
    Prima di esplodere definitivamente, e diventare il luogo di incontro di migliaia e migliaia di trader, ha dovuto fronteggiare crisi e politiche monetarie non proprio favorevoli. Le date da prendere in considerazione sono tre: 1944, 1971 e 1991.

    1944: il Forex Trading e gli accordi di Bretton Woods
    Da sempre gli uomini hanno scambiato una valuta con un’altra. E’ un’attività, infatti, necessaria al commercio e al mantenimento dei rapporti – non solo commerciali – tra paesi diversi. Tuttavia, dal punto di vista speculativo, lo scambio tra le valute ha assunto un ruolo significativo a partire dall'Ottocento, quando i rapporti di cambio erano soggetti all'intermediazione con l’oro.
    In pratica, la differenza tra i valori delle valute corrispondeva alla differenza del loro valore in oro.
    Il 1944 da questo punto di vista è una data importante poiché ha aggiunto un altro punto di riferimento: il Dollaro Statunitense.
    In quell'anno sono stati stipulati gli accordi di Bretton Woods, che hanno ancorato l’oro ai 35 dollari l’oncia.
    La dimensione speculativa, tuttavia, era frenata da due elementi: la tendenziale fissità dei cambi e, appunto, la stabilità del rapporto dollaro-oro.

    1971: il Forex Trading e la fine di Bretton Woods
    Bretton Woods dopo qualche decennio dalla sua stipula è entrato in crisi a causa delle difficoltà sul fronte energetico.
    La data del 1971 è importante, inoltre, perché gli stati hanno iniziato a consentire la variabilità dei cambi.
    Questo cambiamento ha aperto le porte alla speculazione, elevando lo scambio tra le valute a mera attività speculativa. In pratica, nasceva il Forex Trading come lo si intende oggi.

    1992: Il Forex Trading e l’avvento di internet
    La data forse più importante per noi, per quanto simbolica, è il 1991, anno della nascita di internet.
    Il cambiamento è stato abbastanza graduale, ma l’avvento del world wide web ha portato con sé alcune dinamiche che hanno favorito la diffusione a livello mondiale (e capillare) del Forex.
    In particolare, la rete ha consentito di aprire le porte del Forex anche alla gente comune, coadiuvata dai broker che, appunto, offrono i servizi di trading online.
    Non è un caso che oggi il Forex venga praticato quasi esclusivamente online.
    Supporto in Italiano per EXNESS - Regol. Europea (CySEC, Cipro) Licenza 178/12
    Startup Crowdfunding SKYWAY - IL Futuro dei Trasporti!

  3. #493
    Member L'avatar di PartnerExness
    Data Registrazione
    Aug 2014
    Località
    UK / Toscana
    Messaggi
    505
    vCash
    500
    Points
    1,063.00
    Banca
    0.00
    Total Points
    1,063.00
    Dona

    l’Analisi Tecnica

    Cos’è e Come Funziona l’Analisi Tecnica nel Forex Trading

    L’analisi tecnica è lo studio del movimento dei prezzi finalizzato all'identificazione di quelle configurazioni grafiche ricorrenti caratterizzate da una elevata probabilità di successo.
    Da un punto di vista statistico il concetto di fondo è che se un certo evento è accaduto nel passato, a parità di condizioni continuerà a capitare mostrando in linea di massima la stessa efficacia.

    L’analisi tecnica non è però una scienza esatta bensì un’arte che cerca di prevedere, attraverso comportamenti ripetitivi del mercato, la possibile evoluzione dei prezzi a seguito della formazione di determinate configurazioni grafiche. Lavorare sui mercati finanziari utilizzando l’analisi tecnica vuol dire ignorare completamente le notizie di carattere macroeconomico.

    Un analista tecnico non considera le notizie in quanto le ritiene già incorporate nell’ultimo movimento dei prezzi: nel momento in cui vengono divulgate, si ritiene che esse siano già completamente scontate dal mercato. Infatti, esiste una categoria di investitori, i cosiddetti “insider” (presidenti, amministratori delegati, grandi azionisti, direttori finanziari, manager e alti dirigenti aziendali), che godono di informazioni riservate e in grado di creare le condizioni per un movimento dei prezzi in funzione della notizia attesa ancor prima che venga comunicata ufficialmente sul mercato. Sul Forex gli insider sono le grandi banche d’affari, i fondi speculativi, le banche centrali e altri policy makers.

    Tuttavia, bisogna considerare che si tratta di un mercato eccessivamente liquido, per cui è molto difficile che un insider possa trarre beneficio da notizie riservate come avviene ad esempio sul mercato azionario. I fautori dell’analisi tecnica ritengono che la sua efficacia dipenda dalla capacità di comprendere la psicologia dei mercati. La psicologia dei mercati può essere catalogata nei diversi stati d’animo degli investitori (euforia, panico, depressione, avidità, speranza, esuberanza, etc.) attraverso l’identificazione di particolari formazioni grafiche dei prezzi.

    Inoltre, l’utilizzo diffuso dell’analisi tecnica, anche nelle compagnie con grande influenza “fondamentale” nelle analisi di mercato, la rende quasi una profezia auto-avverante.

    Un Forex Trader dovrà concentrarsi soprattutto sugli aspetti tecnici, sebbene sia comunque importante seguire l’andamento dei principali dati macroeconomici per rendere più competitive le proprie strategie. Il padre dell’analisi tecnica è Charles Henry Dow (1851-1902), reso celebre dalla sua “Teoria di Dow” ancora oggi largamente diffusa tra il pubblico degli investitori e analisti tecnici.

    I principi fondamentali della Teoria di Dow sono i seguenti:
    le medie scontano tutto;
    il mercato ha tre trend;
    i trend principali hanno tre fasi;
    le medie devono confermarsi tra di loro;
    i volumi devono confermare il trend;
    un trend è in atto fino a prova contraria.
    Quando Dow parlava di “medie” si riferiva agli indici settoriali e di mercato, per cui le medie (cioè gli indici) scontano tutto vuol dire che i prezzi incorporano già tutte le informazioni disponibili.

    L’analisi tecnica tende a rappresentare graficamente i prezzi in diversi modi.
    Le rappresentazioni grafiche più note ed utilizzate dai trader sono:
    grafico lineare
    grafico a barre
    grafico a candele

    metodo point & figure
    Il grafico lineare è quello più semplice ma anche meno interessante per effettuare analisi con risvolti operativi. E’ formato dalla congiunzione di una serie di punti, dove ciascun punto fornisce il dato di un unico elemento della contrattazione (è quasi sempre costruito sui valori riferiti alla chiusura). Può essere utile in analisi preliminari per identificare velocemente la tendenza principale ed eventuali punti di svolta del mercato.

    Il grafico a barre
    offre maggiori informazioni rispetto a quello lineare ed è già più che sufficiente per effettuare analisi di mercato per scopi operativi. In una barra rialzista, che ha sancito la predominanza dei compratori, la chiusura (close) è un trattino posto sulla destra della barra mentre il punto più alto del prolungamento è il massimo (high); l’apertura (open) è più bassa della chiusura ed è posta sulla sinistra della barra mentre il prolungamento verso il basso è il minimo (low). La barra ribassista è la versione diametralmente opposta, per cui le considerazioni fatte per la barra rialzista vengono completamente capovolte.

    Il grafico a candele, invece, raggruppa le informazioni fondamentali ed è quello più usato proprio per questo motivo.

    Il grafico point & figure è un sistema molto antico per visualizzare i movimenti dei prezzi. Molto utilizzato in passato dai floor trader, cioè quei trader che lavoravano direttamente sul pit di Borsa, è un sistema di analisi price driven. Questo vuol dire che tiene conto solo ed esclusivamente dei prezzi senza considerare né il tempo né i volumi. Esistono anche altre tipologie di rappresentazioni grafiche (come il Renko o il Kagi), ma i trader utilizzano soltanto il grafico a barre o a candele.

    Per riuscire a fare un buon Trading bisogna affidarsi comunque ad un Broker che abbia dei grandi Volumi di scambio, questo per riuscire ad acquistare o vendere al prezzo che vogliamo.
    Supporto in Italiano per EXNESS - Regol. Europea (CySEC, Cipro) Licenza 178/12
    Startup Crowdfunding SKYWAY - IL Futuro dei Trasporti!

  4. #494
    Member L'avatar di PartnerExness
    Data Registrazione
    Aug 2014
    Località
    UK / Toscana
    Messaggi
    505
    vCash
    500
    Points
    1,063.00
    Banca
    0.00
    Total Points
    1,063.00
    Dona

    Cosa Sono Pips e Spread

    Cosa Sono Pips e Spread nel Mercato del Forex Trading

    I contratti Forex Spot possono essere scambiati utilizzando diversi valori nominali, espressi nella valuta posta al denominatore. Ad esempio, se acquisto 100.000 EUR/USD, il guadagno o la perdita saranno espressi in dollari americani (USD) nel momento della chiusura dell’operazione. Contestualmente, però, il broker procederà con la conversione dell’importo espresso in dollari nella valuta di denominazione del conto. Se ho un conto trading in euro, il broker provvederà a convertire la cifra guadagnata o persa dal dollaro all’euro, tenendo conto del valore del cambio nel momento in cui è stata chiusa la posizione sul mercato.

    I contratti possono essere espressi in vario modo. L’ammontare (size) dell’operazione può essere negoziato in base a tre diverse tipologie di contratti:
    lotto standard, a partire da un valore nominale di 100.000 (size 1.00)
    mini-lotto, a partire da un valore nominale di 10.000 (size 0.1)
    micro-lotto, a partire da un valore nominale di 1.000 (size 0.01)
    Negoziare un lotto standard vuol dire prendere posizione sul mercato con 10 mini-lotti da 10.000 oppure 100 micro-lotti da 1.000. Negoziare un mini-lotto equivale a entrare sul mercato con 10 micro-lotti da 1.000. Grazie all’offerta dei broker sui mini e micro-lotti, un Forex Trader ha la possibilità di entrare sul mercato valutando meglio il proprio livello di tolleranza al rischio, esponendosi così con una leva più bassa. In passato, invece, era possibile negoziare soltanto i contratti standard ma ciò non apriva facilmente le porte ai piccoli trader privati.

    I profitti e le perdite vengono espressi tenendo conto del valore del PIP (Percentage in point), cioè il minimo scostamento di prezzo possibile su un tasso di cambio tra il valore attuale e quello immediatamente successivo sia al rialzo che al ribasso. Il valore del PIP dipende dall’ammontare dell’operazione, cioè dal valore nominale negoziato (lotto standard, mini-lotto, micro-lotto). Vediamo, ad esempio, come si esprime il valore del pip su EUR/USD, considerando i diversi lotti negoziabili:

    CONTRATTO STANDARD
    Tasso di cambio = EUR/USD; valore nominale = 100.000; size = 1.00; valore del pip: 10 USD

    MINI-LOTTO
    Tasso di cambio = EUR/USD; valore nominale = 10.000; size = 0.1; valore del pip: 1 USD

    MICRO-LOTTO
    Tasso di cambio = EUR/USD; valore nominale = 1.000; size: 0.01; valore del pip: 0,1 USD

    Quando vogliamo negoziare un tasso di cambio, il broker ci mette a disposizione due prezzi: uno per acquistare (sul lato dell’offerta, “ask”) e un altro per vendere (sul lato della domanda, “bid”). Per chiudere, invece, un trade già presente in portafoglio, è necessario cliccare sul tasto “chiusura dell’operazione” a partire dalla posizione già attiva. Se siamo long su EUR/USD e abbiamo intenzione di chiudere il trade, cliccando sul tasto “vendi” non faremo altro che andare short sul cambio invece che chiudere la posizione. Quindi, è necessario fare attenzione a queste cose per evitare di andare in confusione e aprire posizioni sul mercato non preventivate.

    Sul Forex non esiste un book di negoziazione perché il mercato è talmente liquido che qualsiasi proposta in denaro (bid) o lettera (ask) troverebbe certamente un acquirente o un venditore. Viene così esposta soltanto una mascherina con un prezzo per acquistare e uno per vendere. Il book profondo a più livelli viene, invece, offerto dai broker ECN che permettono di accedere direttamente al mercato interbancario. La distanza tra il bid e l’ask viene chiamata spread, che in genere rappresenta il guadagno dei broker che lavorano anche come controparte nelle operazioni. Lo spread è molto basso sui tassi di cambio più importanti, come EUR/USD, USD/JPY e GBP/USD, mentre è molto alto sui tassi di cambio minori o esotici.

    EXNESS ha da poco ridotto i requisiti di margine per oltre 50 coppie di valute esotiche, visualizza qui la tabella o leggi tutte ultime Notizie Exness.

    Supporto in Italiano per EXNESS - Regol. Europea (CySEC, Cipro) Licenza 178/12
    Startup Crowdfunding SKYWAY - IL Futuro dei Trasporti!

  5. #495
    Member L'avatar di PartnerExness
    Data Registrazione
    Aug 2014
    Località
    UK / Toscana
    Messaggi
    505
    vCash
    500
    Points
    1,063.00
    Banca
    0.00
    Total Points
    1,063.00
    Dona

    Analisi Fondamentale

    Analisi Fondamentale nel Forex..... Come Iniziare

    Il valore di una determinata valuta è strettamente correlato alla situazione economica dell’area geografica di appartenenza.
    Ciò vuol dire che le notizie macroeconomiche provenienti dagli Stati Uniti avranno un impatto sul dollaro americano, quelle relative allo stato di salute dell’economia giapponese sullo yen e così via.


    In realtà, sebbene ciò dovrebbe essere vero nella pratica di tutti i giorni, bisogna fare altre valutazioni fondamentali in quanto i dati macroeconomici di una specifica area geografica potrebbero avere indirettamente un impatto decisivo anche su un’altra area economica (per motivi di interdipendenza commerciale), senza valutare le correlazioni tra le valute stesse, il sentiment degli investitori, la percezione del rischio e i fattori geo-politici correnti. Dunque, l’apprezzamento o il deprezzamento di una valuta nei termini di un’altra non deriva semplicemente dalla reazione degli investitori a un determinato dato macroeconomico (se buono, la valuta sale; se cattivo, la valuta scende). Una valutazione in termini così semplicistici rischia di far optare per soluzioni di trading non necessariamente vincenti nel breve periodo.

    Un Forex Trader dovrà prestare attenzione soltanto a pochi dati macroeconomici rilevanti, detti anche market mover per la loro capacità di influenzare enormemente il mercato. Ai fini operativi risulta poco conveniente seguire ogni singolo dato macro per entrare in posizione sul mercato. Un Forex Trader sarà essenzialmente un analista tecnico, ma dovrà seguire almeno la reazione del mercato dopo la pubblicazione di alcuni fondamentali market mover. Si tratta di dati macro in grado di stravolgere l’indirizzo principale di politica monetaria e/o fiscale di un’area economica con forti conseguenze sull’apprezzamento/deprezzamento della valuta nel medio periodo, in quanto avremo enormi flussi di capitale in entrata o in uscita che impatteranno sul valore della valuta stessa.

    Esiste un calendario
    ben preciso dei dati macroeconomici in pubblicazione ogni giorno di ogni settimana di ogni mese dell’anno. Prima che venga comunicato il dato, gli investitori dispongono di notizie preliminari sull’orario, il valore precedente e l’attesa degli analisti finanziari (detta anche stima di consensus). Uno dei migliori siti web che forniscono queste notizie di carattere fondamentale è senza dubbio http://www.forexfactory.com
    Completamente in inglese ma di facile comprensione, fornisce il valore del dato in tempo reale aiutando i meno esperti a valutare la probabilità che quel dato possa impattare in una certa misura sulla valuta interessata dal dato stesso. Inoltre, procede con una rivisitazione istantanea del valore precedente, nel caso in cui avvenisse una modifica del valore al rialzo o al ribasso.

    I principali market mover vengono pubblicati negli Stati Uniti. Il più atteso è senza dubbio quello relativo al livello del tasso di interesse che la Federal Reserve (FED), cioè la Banca Centrale americana, ritiene opportuno per l’economia statunitense.
    La FED comunica le proprie decisioni di politica monetaria 8 volte l’anno a seguito della riunione del comitato esecutivo, cioè il FOMC (Federal Open Market Committee), che rappresenta il braccio operativo.
    La decisione sui tassi di interesse è altrettanto seguita anche nelle altre principali aree valutarie del pianeta: Europa, Giappone, Gran Bretagna, Canada, Svizzera e Australia. In realtà, con l’avvento della Cina a seconda potenza economica mondiale, anche le decisioni della Banca Centrale cinese (PBOC, People’s Bank of China) sono molto seguite, in quanto hanno l’effetto di rendere la propria politica monetaria più accomodante (taglio dei tassi, politica monetaria espansiva) oppure orientata a evitare il surriscaldamento dell’economia locale (aumento dei tassi, politica monetaria restrittiva).
    In Europa la politica monetaria è affidata alla Banca Centrale europea (BCE); in Gran Bretagna alla Bank of England (BoE); in Giappone alla Bank of Japan (BoJ); in Canada alla Bank of Canada (BoC); in Svizzera alla Swiss National Bank (SNB); in Australia alla Royal Bank of Australia (RBA).

    Un altro market mover seguitissimo dagli investitori è il report occupazionale negli Stati Uniti. Il report sullo stato di salute del mercato del lavoro americano viene diviso in quattro sotto-dati:

    -Non-farm payrolls (NFP): pubblicato il primo venerdì di ogni mese, questo dato ci dice quante nuove buste paga sono state erogate nel settore non agricolo; praticamente esprime quanti posti di lavoro sono stati creati o persi;
    -Tasso di disoccupazione: è il rapporto (espresso in percentuale) tra il numero di disoccupati e il totale della forza lavoro;
    -Numero medio di ore lavorate;
    -Guadagni medi orari.
    I Non-farm payrolls sono il sotto-dato più importante. Quasi sempre, dopo la sua pubblicazione, il mercato reagisce con un sensibile aumento della volatilità e non sono rare escursioni superiori ai 100 pip (spesso di più) sui principali tassi di cambio legati al Dollaro US.

    Accanto a questi market mover ce ne sono altri che in determinati contesti possono avere un impatto importante sul mercato dei cambi: prodotto interno loro (PIL), indice dei prezzi al consumo (CPI Index), indice di fiducia dei consumatori, vendite al dettaglio, dati sul settore immobiliare americano, indici manifatturieri.
    In Europa sono molto attesi un paio di indici di fiducia: IFO e ZEW. L’IFO è un indicatore che misura il sentiment degli investitori sullo sviluppo economico futuro in Germania (prima economia della zona euro), mentre lo ZEW è un sentiment indicator che misura lo sviluppo economico tedesco nell’arco dei 6 mesi successivi.

    Supporto in Italiano per EXNESS - Regol. Europea (CySEC, Cipro) Licenza 178/12
    Startup Crowdfunding SKYWAY - IL Futuro dei Trasporti!

Pagina 50 di 50 PrimaPrima ... 40454647484950

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •