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Discussione: Normativa su Network Marketing

  1. #1
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    Normativa su Network Marketing

    Buongiorno,

    ho meditato molto prima di scrivere questo post, scritto e riscritto un sacco di volte …. Ma penso che bisogna portare ognuno le proprie esperienze e conoscenze al fine di poter arrivare a lavorare con serenità, chiunque legga dia il suo contributo, tutti noi vogliamo guadagnare (con stà crisi poi ….) onestamente e, penso sia il pensiero di tutti, arrivare a dichiarare al nostro beneamato fisco tutto in maniera limpida e cristallina

    Lascio il link per una corretta lettura della legge che regolamenta il network marketing, specifico che è indirizzata ad una pagina del network che seguo io, non c'è il mio reff-link, ma visto che è molto esaustiva (per questo adoro il mio network) può essere d'aiuto a molti, preciso che non può essere applicata in toto per le collaborazioni con società con sede all'estero dove la normativa è molto più complessa e si rischia la doppia imposizione, scordatevi di mettere i guadagni nel quadro RW del modello Unico, dove tra l'altro bisogna indicare tutto, hanno tolto il tetto dei 10.000 Euri (bisogna dichiarare tutto, anche un solo cent)

    Scordiamoci i tetti: tutto in Italia viene tassato, tutto a partire dal primo cent di guadagno poichè comunque in qualsiasi caso parliamo di lavoro in qualità di promoter/distributore/incaricato alle vendite a domicilio e non di rendite da capitale,finanziarie etc, quindi tutto tassato, senza nessun tetto, il problema è che si deve venir tassati alla fonte cioè è l'azienda che deve trattenere le tasse e versarle al fisco per conto nostro e che deve rilasciarci adeguata documentazione (certificazione delle ritenute d'acconto o CUD), bene per le aziende italiane non c'è problema così come per le aziende estere che hanno una sede in Italia, il problema nasce con aziende estere che non hanno una sede in Italia, la cosa si complica e la normativa, che comunque esiste, diventa complessa e di non facile interpretazione .... io questo problema per adesso l'ho eliminato alla radice: non collaboro con aziende che non sono italiane o che non hanno una sede in Italia, giusto per tagliare la testa al toro, continuo comunque la mia personale ricerca su come dichiarare eventuali proventi derivanti da collaborazioni con società con sede estera ed appena trovo la strada magari parto anch'io con qualcosa di non italiano ...

    La mia ricerca è working progress appena posso aggiungerò dell'altro, se qualcuno ha, normativa alla mano, migliori soluzioni è pregato di comunicarmelo o postare

    Scusate la lungaggine, ecco il link per "studiarsi" la normativa vigente alla data odierna

    Normativa :: Regolamentazione

    Cordialmente
    Ultima modifica di supercapocc; 08-02-2014 alle 12:43

  2. #2
    Senior Member L'avatar di supercapocc
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    Esatto Nino, la tassazione è alla fonte (sempre se si parla di aziende con una SRL in Italia), superati i 5000€ l'anno, l'azienda ci apre una partita IVA, e la tassazione rimane sempre al 17,94%.
    Il contributo INPS è del 27.72% con un terzo a carico dell'incaricato.

    Tutto ritenuto alla fonte, tranne l'iva, che si dovrà versare alle singole scadenze.


    P.S. Ho cambiato il link, ho messo lo stesso quadro riepilogativo ma senza pubblicità a network specifici
    Ultima modifica di supercapocc; 08-02-2014 alle 12:44
    Io prendo delle decisioni. Forse non sono perfette, ma è meglio prendere decisioni imperfette che essere alla continua ricerca di decisioni perfette che non si troveranno mai.
    Email : luca.terribili@networktrading.it Skype : luca.terribili Facebook : https://www.facebook.com/luca.terribili

  3. #3
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    Ciao Super,

    Grazie per l'attenzione
    Non è l'azienda che ci deve aprirla la P.IVA, la dobbiamo aprire noi, quando si superano i 6.140 Euri ed è sempre a carico nostro l'apertura della gestione separata preso l'INPS (per i contributi pensionistici) sempre al superamento dei 6.140 Euri.

    Si tratta di due operazioni semplici da fare al di là dei paroloni normativi, fino a 6.140 Euri non dobbiamo fare nulla è tutto a carico dell'azienda, dobbiamo solo segnalare i guadagni in sede della dichiarazione dei redditi

    Purtroppo l'aliquota INPS è salita in questi giorni: 28.72% sempre un terzo a carico ns. e due terzi a carico dell'azienda

    Preciso che il tetto dei 6.140 Euri è cumulativa, cioè se collaboro con più aziende devo sommare i redditi che percepisco da ciascuna azienda.

    Cordialmente

  4. #4
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    io vorrei capire una cosa: mettiamo il caso io abbia dei redditi diversi da parte di telex, unetenet ecc ma questi soldi io non li prelevo li continuo ad investire, in poche parole rimangono sull'ewallet virtuale, sono tenuto a dichiararli lo stesso anche se materialmente non sono mai arrivati in Italia ne tanto meno nelle mie tasche?
    e questi guadagni se sono già tassati dal paese di origine della società devono di nuovo essere ritassati in Italia o no?
    Ovidiu1974 likes this.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da supercapocc Visualizza Messaggio
    Esatto Nino, la tassazione è alla fonte (sempre se si parla di aziende con una SRL in Italia), superati i 5000€ l'anno, l'azienda ci apre una partita IVA, e la tassazione rimane sempre al 17,94%.
    Il contributo INPS è del 27.72% con un terzo a carico dell'incaricato.

    Tutto ritenuto alla fonte, tranne l'iva, che si dovrà versare alle singole scadenze.


    P.S. Ho cambiato il link, ho messo lo stesso quadro riepilogativo ma senza pubblicità a network specifici
    Ok va bene, però i link rimandavano ad approfondimenti normativi molto utili a tutti, forse mi è sfuggito, non mi sembrava che ci fossero reff-link, se ti riferisci al network che seguo io allora ok.... è bene però anche sapere che se un network non mi supporta da un punto di vista normativo-legale-fiscale magari qualche dubbio sulla legalità di tale network è bene farselo.

    Cordialmente

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da demon87 Visualizza Messaggio
    io vorrei capire una cosa: mettiamo il caso io abbia dei redditi diversi da parte di telex, unetenet ecc ma questi soldi io non li prelevo li continuo ad investire, in poche parole rimangono sull'ewallet virtuale, sono tenuto a dichiararli lo stesso anche se materialmente non sono mai arrivati in Italia ne tanto meno nelle mie tasche?
    e questi guadagni se sono già tassati dal paese di origine della società devono di nuovo essere ritassati in Italia o no?
    Buongiorno,

    Premetto che non sono esperto in fiscalità internazionale e per come la penso io le risposte LE DEVE dare l'azienda stessa in qualità di committente e/o sostituto d'imposta o loro promotori ... troppo facile spedirti da un costoso commercialista, uno in gamba, che se intende di fiscalità internazionale .....
    Per la prima domanda penso valga la regola del principio di cassa, cioè devo dichiarare nel momento in cui si concretizza il guadagno per cui se non incassi (e per incasso intendo comunque mandar soldi ad un tuo conto qualunque: Payza, Egopay, paypal, ccb etc.) non devi dicharare nulla, stai solo giocando con i numeri.
    Per la seconda aumentano i dubbi, bisogna leggere attentamente le convenzioni Italia-USA per quanto riguarda Telex, per Unetenet Italia-Paradiso fiscale dove ha sede Unetenet (mi sembra St.Vincente e Grenadine) e stare attento comunque a non incorrere alla doppia tassazione, mi sembra regolata dall'art. 165 del TUIR.
    Per me lo sbaglio più grosso è quello di dichiarare sul famoso quadro RW del Mod. Unico, non c'entra nulla poichè con questi network passivi si lavora in qualità di promoter/distributori e quindi è un lavoro autonomo dove bisogna pagarci le tasse, per me su questo non ci piove ........ e comunque non c'è più il tetto dei 10.000 euri sul quadro RW, bisogna dichiarare tutto anche un solo cent per chi vuol praticare questa strada.

    Rinnovo l'invito a chiunque abbia notizie certe di condividerle, sono convinto che, ognuno con i propri network, si possa lavorare serenamente, dai ragazzi ....

    Cordialmente
    Ultima modifica di nino; 13-02-2014 alle 14:27

  7. #7
    Senior Member L'avatar di Bettega87
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    Ottimo post, davvero di utilità pazzesca....

    Sappiamo tutti che qui in italia piace fare i furbetti, ma è giusto avere in questa sezione un topic come questo

    L'unico problema è che di aziende che hanno sede italiana sono davvero poche...ne conosco 3, e sono, naturalmente, tutte di Network Marketing, non di Network Online.

    La gente tra l'altro pensa spesso sul "massì ma che me ferga di dichiarare, figurati se mi beccano"...eppure iniziano a sentirsi sempre di più quelli sgamati....una volta che il contante arriva sul CC o sulla postepay, prima o poi il controllino arriva.....

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Bettega87 Visualizza Messaggio
    Ottimo post, davvero di utilità pazzesca....

    Sappiamo tutti che qui in italia piace fare i furbetti, ma è giusto avere in questa sezione un topic come questo

    L'unico problema è che di aziende che hanno sede italiana sono davvero poche...ne conosco 3, e sono, naturalmente, tutte di Network Marketing, non di Network Online.

    La gente tra l'altro pensa spesso sul "massì ma che me ferga di dichiarare, figurati se mi beccano"...eppure iniziano a sentirsi sempre di più quelli sgamati....una volta che il contante arriva sul CC o sulla postepay, prima o poi il controllino arriva.....
    Buongiorno,

    Grazie ... di solito passo per il solito rompi, penso che unendo le nostre informazioni possiamo davvero creare un luogo dove reperire notizie certe su come comportarsi da un punto di vista legale, utile sopratutto per chi è meno esperto e che si sta avvicinando al meraviglioso mondo del reddito online ed ha la tendenza a buttarsi sul facile purchè redditizio.

    Ricordiamoci che è partito il redditometro e non si possa più far finta che vada tutto bene ....

    Network che operano online, anche italiani, ci sono e ci sono anche aziende straniere che hanno una sede legale anche in Italia, regolari a tutti gli effetti.

    Cordialmente

  9. #9
    Senior Member L'avatar di Bettega87
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    Ciao ragazzi...volevo aggiungere un ulteriore punto a riguardo, dopo che ieri mi son imbattuto in una persona che la menava su questa normativa, legata all'utoconsumo. Il tutto nasce dal fatto che la mia società, aprendo la SRL italiana, per essere a posto con le leggi, sta togliendo l'autoconsumo (ad ora è attivo in quanto avendo il mercato bloccato, ma dovendo rimanere attivi nel sistema, dovevamo per forza di cose avere dei prodotti venduti ogni mese..prodotti che a noi distributori sono arrivati, ma che le persone non potevano acquistare in quanto, appunto, per ora tutto bloccato sul sistema vendite europeo). Dato che ho sentito lamentele sul fatto che stiamo togliendo l'autoconsumo, mettendo al suo posto il dover effettuare delle vendite di prodotto mensile OBBLIGATORIE per rimanere attivi nel sistema, vi riporto qui un punto che secondo me è molto importante sottolineare; la fonte è esterna, se volete poi ve la rimando:

    L’art. 4 comma 4 della legge 173 del 2005, afferma quanto segue:

    “Nei confronti dell’incaricato alla vendita diretta a domicilio non può essere stabilito alcun obbligo di acquisto:

    a) di un qualsiasi ammontare di materiali o di beni commercializzati o distribuiti dall’impresa affidante, ad eccezione dei beni e dei materiali da dimostrazione strumentali alla sua attività che per tipologia e quantità sono assimilabili ad un campionario.”

    Questo “obbligo di acquisto” si riferisce SOLO E SOLTANTO alle commissioni DIRETTE. Ovvero, alle commissioni derivanti dalla TUA vendita diretta.

    L’azienda per legge è tenuta invece ad OBBLIGARE gli incaricati a produrre un minimo di fatturato PERSONALE, prima di poter rilasciare le commissioni indirette sugli affiliati (downline).

    Questo perchè?

    Perchè se l’azienda pagasse un distributore che non produce almeno un tot di fatturato personale ogni mese, il guadagno di quest’ultimo deriverebbe esclusivamente dal reclutamento delle sue downline all’infinito.

    Ovvero, ogni distributore potrebbe limitarsi a vendere a tutti i neo-distributori il kit d’avvio e starsene in panciolle mentre i suoi fanno lo stesso, per guadagnare le commissioni.

    Cosa che è esplicitamente vietata dall’articolo 5 della stessa legge:

    1. Sono vietate la promozione e la realizzazione di attivita’ e di strutture di vendita nelle quali l’incentivo economico primario dei componenti la struttura si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti piuttosto che sulla loro capacita’ di vendere o promuovere la vendita di beni o servizi determinati direttamente o attraverso altri componenti la struttura.

    l fatto che questo fatturato personale sia ottenuto da prodotti consumati personalmente non è contro la legge.

    Sarebbe contro la legge se l’azienda imponesse al venditore il consumo, o gli impedisse di rivendere questi prodotti.

    L’autoconsumo non è illegale, è illegale l’obbligo di autoconsumo, che sia imposto dalla tua upline o dalla tua azienda.

    Il network marketing è un sistema di commissioni destinato a esperti di marketing e vendita

    In sintesi:

    Non può essere imposto l’obbligo di acquistare/vendere un minimo di prodotti ogni mese per ricevere le commissioni dalla vendita diretta, mentre è assolutamente consigliato per le aziende richiedere un fatturato minimo personale ai distributori per godere dei bonus della loro downline, per evitare di incorrere in sanzioni.


    Ci tenevo a precisare questo punto, perché credo sia un aspetto da non sottovalutare

  10. #10
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    Ciao,

    Ma la sede in Italia è stata aperta o no?

    Non sono d'accordo che il network marketing sia destinato a esperti di marketing e vendita ... dipende dalla strategia che uno adotta.

    Cordialmente

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